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Trochite Omerale: anatomia della spalla

Quando si parla di trochite omerale andiamo ad analizzare l’anatomia della spalla. Definita anche come tuberosità dell’omero, si tratta di una protuberanza ossea che si forma proprio nella parte superiore dell’omero. Quest’osso insieme a scapole e clavicola forma l’anatomia della spalla.

frattura omero

Trochite omerale: la sua funzione

Il trochite omerale è essenziale per il movimento rotatorio della spalla. Infatti, è proprio qui, che si inseriscono i muscoli motori che fanno ruotare la spalla:

  • Sovraspinoso;
  • Sottospinoso;
  • Piccolo rotondo.

E’, quindi, un punto veramente vitale per il movimento della spalla. Proprio per questo, il trochite omerale spesso è oggetto di problemi che coinvolgono la spalla.

Tipica è la frattura del trochite omerale. In base alla sua entità e all’età del paziente, comporta seri e significativi problemi di movimento e guarigione. Andiamo ad analizzare gli eventi che causano la frattura del trochite omerale.

Frattura omero: le cause che determinano la rottura del trochite omerale

Sono diverse le cause che possono determinare la rottura del trochite omerale. Va fatta subito una distinzione in base all’età della persona che subisce il trauma.

Nelle persone giovani accade spesso per una motivazione definita come:

  • trauma ad alta energia: qui si verifica un impatto violento della parte superiore della spalla contro una superficie dura. Sono esempi la caduta da una moto o una caduta durante un’attività sportiva.
    In base poi al punto esatto dove si verifica l’impatto e alla violenza dello stesso, si può riscontrare anche una frattura scomposta che degenera notevolmente la condizione della spalla.

Nelle persone anziane, invece, si verifica un altro tipo di trauma per concomitanza a una condizione fisica già presente:

  • trauma a bassa energia: qui si verifica una frattura del trochite omerale anche con cadute basse e non troppo violente. La concausa di questa frattura è l’osteoporosi. In questi casi si tratta però sempre di una frattura composta.

Frattura trochite omerale: come capirne i sintomi

I tipici e chiari sintomi che ci fanno capire che abbiamo subito una frattura del trochite omerale sono:

  • dolore: e’ molto alto. Spesso si può addirittura svenire per il forte dolore;
  • gonfiore: la spalla e’ abbastanza dolente anche al semplice tatto;
  • impossibilita’ di movimento: l’apertura del braccio risulta essere impossibile per via del dolore;
  • ematoma: si estende un versamento ematico sulla parte dove si e’ verificato l’impatto.

La radiografia

Effettuare una radiografia e’ necessario per capire il tipo di frattura. In base al tipo di trauma e a seguito della radiografia, potrebbe essere necessaria anche una risonanza magnetica. Serve per capire se ci sono anche tendini e tessuti molli danneggiati. Diventa necessaria la TAC in caso di intervento chirurgico. Cosi’ e’ possibile esaminare la condizione della spalla in vari piani di scansione.

Come si interviene in caso di frattura trochite omerale?

A seguito di una radiografia, l’ortopedico valuta lo stato di salute della spalla e ne decide il trattamento da praticare.
Gli interventi che si possono eseguire sono esclusivamente due:

1)Chirurgico

L’intervento chirurgico e’ necessario quando si  verifica una frattura scomposta. E’ necessario intervenire con l’utilizzo di una placca o di un ancoraggio, in base alle condizioni del paziente. Dopo l’intervento, bisogna trascorrere un periodo di immobilizzazione e successivamente fare un adeguata fisioterapia.

2)Conservativo

Il trattamento conservativo consiste nell’immobilizzazione della spalla. Questo trattamento viene valutato in base alle condizioni della frattura ma anche all’età del paziente. L’ortopedico terra’ in considerazione i pro e i contro che ne avrà il paziente stesso rispetto ad un intervento chirurgico.

La tipologia di frattura più frequente

Nel 80% dei casi di fratture del trochite omerale, fortunatamente, si parla di fratture di tipo composte. In questo caso, e’ sufficiente un periodo di immobilizzazione con l’utilizzo di un tutore. Quest’ultimo serve a mantenere spalla e braccio in posizione di riposo favorendone il recupero.
Terminato tale periodo, dopo una radiografia di controllo, si può passare alla fisioterapia.

La fisioterapia del trochite omerale

Un adeguata fisioterapia della spalla, dopo il periodo di immobilizzazione, e’ fondamentale. Permette di recuperare in maniera efficace la mobilità dell’arto. Va ovviamente eseguita da uno specialista in campo ortopedico, sempre sotto le indicazioni del chirurgo che ha seguito e curato il paziente.

La fisioterapia sempre viene suddivisa in due periodi di recupero:

  • Primo periodo: serve per recuperare il movimento passivo: consiste in esercizi che sollecitano il movimento senza utilizzare i muscoli. Serve a riattivare le articolazioni. Scioglie i legamenti e i tessuti molli rimasti atrofizzati per tanto tempo.

trochite omerale

 

  • Secondo periodo: serve per recuperare il movimento attivo: qui gli esercizi tendono a riattivare le articolazioni attraverso l’uso dei muscoli. Gradualmente viene ripristinato il tono muscolare. Vengono utilizzati vari strumenti come, ad esempio, i pesi o le bande elastiche.

trochite.omerale

 

Con il termine della fisioterapia si ottiene un recupero completo. Si torna a svolgere, in autonomia, le normali attività quotidiane e si può tornare a svolgere l’attività sportiva preferita.

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