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Aforismi e pillole di saggezza

AFORISMI SUL BENESSERE PSICOFISICO

 

Se pensi a un disastro, lo otterrai. Rimugina pensieri di morte e affretterai la tua dipartita. Pensa positivamente e imperiosamente, con fiducia e fede e la tua vita diventerà più sicura, più piena d’azione, più ricca di successo e d’esperienza”. Swami Vivekananda

Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza. Hermann Hesse

Trovo affascinante che molte persone pianifichino le proprie ferie con maggiore cura di quanta ne mettano per pianificare la propria vita. Forse ciò accade perché scappare è meglio che cambiare. Jim Rohn

Se hai ragione non hai bisogno di gridare. (Proverbio zen)

Che tu pensi di farcela oppure di non farcela,
hai ragione. Henry Ford

Se puoi sognarlo, puoi farlo. Walt Disney

Per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte. K.Gibran

Lavora con gioia e in pace, sapendo che giusti pensieri e sforzi condurranno inevitabilmente a giusti risultati. (James Allen)

Molte volte sono tentato di chiedere a coloro che incontro: “Da quanto tempo siete morto?” (M.Maertenlinck)

Un giorno senza un sorriso è un giorno perso. (Charlie Chaplin)

Sogna come se dovessi vivere per sempre; vivi come se dovessi morire oggi. Oscar Wilde

La mancanza di qualcosa che si desidera è una parte indispensabile della felicità. (Bertrand Russel)

Quando cesserai di voler riempire la tua coppa di felicità, ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sarà sempre piena”. (Paramansa Yogananda)

Quando non hai quello che cerchi usa al meglio quello che trovi

Mentre tu hai una cosa, questa può esserti tolta. Ma quando tu la dai, ecco, l’hai data. Nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre. (James Joyce)

Quello che conservi per te, l’hai già perduto. Quello che doni, sara’ tuo per sempre.
(J.Recla)

Dio ci ha dato due orecchie ed una sola bocca per ascoltare almeno il doppio di quanto diciamo. (Proverbio cinese)

Chi ha sofferto un male può dimenticarlo, ma chi lo ha fatto non lo dimentica più. (Anonimo)

Meglio tacere e dare l’impressione di essere scemo, piuttosto di aprire bocca e togliere ogni dubbio. (Veruscan)

Se due uomini sono d’accordo su tutto, puoi star sicuro che solo uno dei due sta pensando. (Arthur Bloch)

E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.(Albert Einstein)

Ragione e passione sono timone e vela della nostra anima navigante. (Kahlil Gibran)

Se riveli al vento i tuoi segreti,
non devi poi rimproverare al vento, di rivelare agli alberi. (K.Gibran)

Ci sono due cose che non tornano mai indietro:
una freccia scagliata e un’occasione perduta. Jim Rohn

Sappi che la felicità è come una farfalla tra le mani:
se la stringi troppo muore …
… ma se la lasci se ne va . Accarezzala e sarà sempre con te

Il denaro somiglia alla carta igienica: quando serve, serve con una certa urgenza! (Upton Sinclair)

Non si ha mai due volte la possibilità di lasciare la prima impressione. P. Mc Kenna

Finirai per trovarla la Via? se prima hai il coraggio di perderti. Poeta indiano

 

PILLOLE DI SAGGEZZA SUL BENESSERE PSICOFISICO

LE ALI DI UN FIORE

Una farfalla volava instancabile tra i fiori, quando d’un tratto un pianto sommesso la fece sobbalzare. «Che fatto insolito, pensò, in un giardino», e impaurita si spezzò le ali andando a urtare contro un alberello. «Ah, che mai sarà di me adesso! Non volerò più… morirò di tristezza!».

E mentre così si lamentava, si ricordò del pianto appena udito e chiese al vento:
«Chi piangeva prima di me?». «Io, stelo nudo senza fiore; una folata di vento mi ha ridotto cosi. E a che serve uno stelo senza fiore?».

La farfalla si trascinò stancamente fino a lui. «Non sei il solo a soffrire; con le mie ali spezzate, non volerò mai più libera nell’aria». Lo stelo tacque e sembrò riflettere, ma tanto durava il suo silenzio, che la farfalla quasi si innervosì.

Alla fine parlò: «Insieme, possiamo aiutarci. Posati su di me, così tu porgerai le ali al vento ed io avrò di nuovo un fiore». La farfalla si illuminò tutta di un sorriso. I passeri accorsero ad aiutarli e unirono per sempre la farfalla al verde stelo. Da allora ci sono farfalle che volano ed altre che, trasformate in fiori, si lasciano cullare sugli steli.

QUATTRO PAROLE

Quattro parole da conoscere fino in fondo: sapere, volere, osare, tacere. Se ne possono dare parecchie
interpretazioni. “Sapere” significa essere capaci di discernere chiaramente dove si trova il bene. Bisogna poi “volere” quel bene, desiderarlo; in seguito, “osare”, impegnarsi, immergersi in quel lavoro per il bene. E infine “tacere”, non andare a raccontare ovunque le buone risoluzioni prese, né rivelare la natura del lavoro che si è deciso di intraprendere.
La verità è che non c’è niente di più difficile che realizzare questo ideale. Alcuni vogliono, ma non osano; altri osano, ma non sanno discernere. E così via… Cominciate allora ad accordare questi tre fattori: il pensiero (sapere), il desiderio (volere) e la volontà (osare). Quando ci sarete riusciti e agirete, dovrete tacere; il vostro lavoro parlerà da sé: sarà talmente evidente e talmente vivo che non ci sarà nulla da aggiungere.

I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VIVONO

Se i bambini vivono con le critiche, imparano a condannare.

Se i bambini vivono con l’ostilità, imparano a combattere.

Se i bambini vivono con la paura, imparano a essere apprensivi.

Se i bambini vivono con la pietà, imparano a commiserarsi.

Se i bambini vivono con il ridicolo, imparano a essere timidi.

Se i bambini vivono con la gelosia, imparano a provare invidia.

Se i bambini vivono con la vergogna, imparano a sentirsi colpevoli.

Se i bambini vivono con l’incoraggiamento, imparano a essere sicuri di sé.

Se i bambini vivono con la tolleranza, imparano a essere pazienti.

Se i bambini vivono con la lode, imparano ad apprezzare.

Se i bambini vivono con l’accettazione, imparano ad amare.

Se i bambini vivono con l’approvazione, imparano a piacersi.

Se i bambini vivono con il riconoscimento, imparano che è bene avere un obiettivo.

Se i bambini vivono con la condivisione, imparano a essere generosi.

Se i bambini vivono con l’onestà, imparano a essere sinceri.

Se i bambini vivono con la correttezza, imparano cos’è la giustizia.

Se i bambini vivono con la gentilezza e la considerazione, imparano il rispetto.

Se i bambini vivono con la sicurezza, imparano ad avere fiducia in se stessi e nel prossimo.

Se i bambini vivono con la benevolenza, imparano che il mondo è un bel posto in cui vivere

Doroty Law Nolte

CONSERVARE UN AMICO

Giorgio chiese: “Mamma, come si fa a conservare un amico quando finalmente si è riuscito a trovarlo?”. La madre si chinò e prese due manciate di sabbia.

Tenendo le palme rivolte verso l’alto, strinse forte una mano: la sabbia le sfuggì tra le dita, e quanto più stringeva il pugno, tanto più la sabbia sfuggiva.

Tenne invece ben aperta l’altra mano: la sabbia vi restò tutta. Mario osservò stupito, poi esclamò: “Capisco”:

 

CHE FIGLIO VUOI ?

Tre donne andarono alla fontana per attingere acqua. Presso la fontana, su una panca, sedeva un anziano che le ascoltava. Le donne lodavano i rispettivi figli: “Mio figlio – diceva la prima – dipinge così bene che nessuno gli sta alla pari”. “Mio figlio – diceva la seconda – canta come un u­signolo. Non c’è nessuno al mondo che canta come lui”. “E tu cosa dici di tuo figlio?”, chiesero alla terza “Non so che cosa dire di mio figlio – rispose – E’ un bravo ragazzo, come ce ne sono tanti. Non sa fare niente di speciale”. Quando le anfore furono piene, le tre donne ripresero la via di casa. Il vecchio le seguì. Le anfore erano pesanti, le braccia delle donne stentavano a reggerle. Poco lontano i figli videro la scena: uno continuò a dipingere, l’altro a cantare e il terzo andò ad aiutare sua madre. Il vecchio disse: “Vedete? Avete cresciuto un pittore, un cantante e un figlio”. Quando si educa un ragazzo è bene pensare cosa si vuole che diventi da grande.

 

PERCHE’ LA DONNA PIANGE?

Un bimbo chiese alla mamma: “Perché stai piangendo? Ri­spose: “Perché sono una donna.” “Non capisco”. La mamma gli disse: “Non potrai capirlo mai!” Più tardi il bimbo chiese al padre: “Perché a volte la mamma piange senza motivo?” L’uomo rispo­se: “Tutte le donne piangono sempre senza alcun motivo”. Il bimbo divenuto uomo si poneva sempre questa domanda: “Perché le don­ne piangono sempre? Chiese a Dio: “Illuminami”.

Dio gli rispose: «Quando creai la donna, volli fare qualcosa di molto speciale. Feci le sue spalle forti, capaci di sopportare il peso del mondo intero… però specialmente delicate per confortarlo! Ho dato un’immensa forza interiore perché potesse sopportare i dolori della maternità ed anche quel disprezzo molte volte proveniente dal­le proprie creature! Ho dato a lei la forza che le permette di conti­nuare, sempre, nell’assistenza della sua famiglia, senza compian­gersi, nonostante le infermità e la stanchezza e persino quando gli altri si arrendono! Le ho dato grande sensibilità per amare i suoi figli, in ogni circostanza, anche quando essi la dovessero offendere pro­fondamente… Questa sensibilità le permette di allontanare qualsiasi tristezza, pianto o sofferenza di fanciullo e condividere le ansietà, i dubbi e le paure particolari dell’adolescenza!

Tuttavia, per sopportare tutto ciò, figlio mio… le ho dato le lacrime che sono particolarmente sue, per farne uso quando il suo de­siderio le richiederà. Le lacrime la rendono più sensibile e ricca di buoni sentimenti! Nel versarle, la donna arricchisce ogni lacrima con un poco d’amore. Queste gocce evaporando nell’aria e salvano l’umanità!”. Il bimbo rispose con un profondo sospiro… – Ora comprendo quell’immenso sentimento di mia madre, di mia sorella, di mia moglie e di ogni donna … Grazie Signore, per aver creato questo essere meraviglioso, ogni volta unico e insostituibile: la donna.

AMICIZIA

Due amici camminavano nel deserto. Ad un certo punto iniziarono a litigare, ed uno diede uno schiaffo all’altro. Addolorato, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia: “Il mio migliore amico oggi mi ha schiaffeggiato”. Continuarono a camminare, trovarono un’oasi, dove decisero di fare un bagno. L’amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma il suo amico lo salvò.

Dopo che si fu ripreso, scrisse su una pietra: “Il mio migliore amico oggi mi ha salvato la vita”. L’amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò: “Quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia e adesso lo fai in una pietra. Perché? L’altro rispose: “quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo”. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo.

Impara a scrivere le tue ferite nella sabbia ed a incidere sulla pietra le tue gioie.

C’E’ UN REGALO PER TE

Un bambino entrò in un bar e si sedette al tavolino. Chiese alla cameriera: “Quanto costa un gelato super?”, “Un euro” rispose la cameriera. Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò a contarle. “Quanto costa uno semplice? “

C’erano altre persone al banco e la ragazza aveva fretta e gli rispose in modo brusco: “Cinquanta centesimi!”. Il bambino disse: “Mi porti quello semplice!”. La cameriera gli portò il gelato e il conto. Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla cassa e uscì.

Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo cominciò a piangere perché lì, ad un angolo del piatto, c’erano cinquanta cente­simi di mancia per lei. Il bambino non chiese il cono super per riser­vare la mancia alla cameriera.

EDUCAZIONE DEI FIGLI

L’educazione dei figli è impresa per adulti disposti a una dedizione che dimentica se stessa: ne sono capaci marito e moglie che si amano abbastanza da non mendicare altrove l’affetto necessario.
Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri. Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.
Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro: siate fieri piuttosto che vadano incontro al domani di slancio anche quando sembrerà che si dimentichino di voi: non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande, non siate voi la zavorra che impedisce di volare.
Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna e non si spaventino se ciò che mano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è più di mille raccomandazioni soffocanti, saranno aiutati dai gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso della misura, il dominio delle passioni, il gusto per le cose belle e l’arte, la forza anche di sorridere.
E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato, e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato.
I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perché ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene. S. Ambrogio, Vescovo di Milano nel IV secolo

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