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Protesi ginocchio mini invasiva: quando si può evitare l’intervento

Impiantare una protesi ginocchio mini invasiva oggi è l’unica soluzione sicura, rapida ed efficace offerta dalla chirurgia più avanzata per intervenire su patologie come artrosi, degenerazione tissutale, traumi (anche sportivi) ed altri eventi che colpiscono il ginocchio.

Rispetto alla tecnica tradizionale la chirurgia mini invasiva volta a ripristinare la funzionalità dell’articolazione del ginocchio offre tanti vantaggi sia in termini di rapidità e successo che in termini di minori rischi e maggior rispetto per il corpo.

Vedremo in che modo si differenzia dalla tecnica tradizionale, perché conviene la mini invasiva ma anche e, soprattutto, quando è possibile evitare l’intervento ricorrendo ad altre terapie.

La protesi ginocchio mini invasiva è sicura e funziona, nel 95% dei casi il successo dell’intervento è garantito, i rischi si riducono al minimo ma si tratta pur sempre di un intervento ed è bene sapere perché e come si può evitare la soluzione estrema e risolutiva.

 

Protesi ginocchio mini invasiva totale e parziale

Nel nostro Paese, esiste tuttora una certa disinformazione riguardo alla chirurgia protesica mini invasiva (che si tratti di protesi ginocchio o anca); sono ancora molti coloro che ignorano i suoi vantaggi e successi.protesi_ginocchio_mini_invasiva

La protesi ginocchio mini invasiva non fa altro che sostituire in tutto o in parte l’articolazione del ginocchio ovvero la cartilagine articolare danneggiata da artrosi (quella del ginocchio viene chiamata gonartrosi) o traumi: l’obiettivo è ridurre o eliminare il dolore e ripristinare il corretto funzionamento e movimento articolare.

La protesi ginocchio mini invasiva può essere totale (include anche la rotula) o parziale se sostituisce uno solo dei tre compartimenti del ginocchio (mediale, laterale e femoro-rotuleo).

E’ più piccola di quella tradizionale, dura di più (20-25 anni), richiede l’utilizzo delle stampelle dopo l’intervento (per un periodo che va dai 7 ai 20 giorni), consente al paziente di riprendere le normali attività quotidiane dopo 45 giorni ed il recupero totale in massimo 2 mesi.

 

Legamenti crociati salvi se sani

Il più delle volte, purtroppo, i pazienti che passano attraverso gli ospedali non vengono informati sulla possibilità di ricorrere alla protesi parziale (monocompartimentale) anziché totale, se ci sono le premesse giuste per farlo: in questo modo, si ricostruisce esclusivamente il compartimento danneggiato dalla gonartrosi risparmiando le parti sane e, soprattutto, ‘salvando’ i legamenti crociati anteriore e posteriore (se sono sani).

Sia per la protesi ginocchio totale sia per quella parziale, la chirurgia mini invasiva è sinonimo di tempi d’intervento e di recupero ridotti, maggior conservazione dei tessuti molli (anche per mantenere il più possibile un movimento articolare fisiologico e naturale), minore incisione dei tessuti (8 cm circa), perdita di sangue e traumi post-operatori (gonfiore e dolore) ridotti. La tecnica mini invasiva è anche a basso rischio di infezione.

 

Protesi ginocchio monocompartimentale: come viene eseguita

Un esperto nel campo della chirurgia protesica mini invasiva (ginocchio ed anca), il dottor Michele Massaro che opera presso le Cliniche Humanitas di Bergamo, ci ha spiegato nei dettagli fino a che punto la protesi ginocchio monocompartimentale è diversa da quella tradizionale, in che modo si interviene e si risolve il problema della gonartrosi.

“Con la tecnica tradizionale si impianta la protesi monocompartimentale del ginocchio attraverso l’incisione del muscolo quadricipite, la provvisoria dislocazione della rotula e la violazione del canale midollare. Con l’approccio mini invasivo, invece, si accede al ginocchio in modo diverso: l’incisione in sede pararotulea mediale provoca meno danni all’apparato estensore. Si evita di incidere tendine e fibre muscolari del quadricipite o si divaricano le fibre del vasto mediale. Fortunatamente, non viene aperto né violato il canale midollare, il femore o la tibia, come succede durante l’intervento standard”.

 

Quando si può evitare la protesi ginocchio mini invasiva

Lo specialista impegnato quotidianamente ad eseguire interventi per l’impianto di protesi ginocchio mini invasiva (totale o monocompartimentale) non si limita a fare il chirurgo: segue ed assiste i pazienti, li consiglia in tutte le varie fasi, dalla prima visita al pre-ricovero, dalla fase post-operatoria e riabilitativa fino alla completa guarigione.

Prima di decidere per l’intervento, esegue valutazioni e verifiche accurate.

Lo specialista valuterà la possibilità di ricorrere ad un intervento di protesi ginocchio mini invasiva se, in presenza di gonartrosi avanzata, il danno articolare è grave, invalidante e compromette notevolmente il movimento articolare oltre a provocare irrigidimento doloroso e progressivo dell’articolazione.

Se, invece, il danno alla cartilagine è di modeste dimensioni, non causa disabilità o particolari condizionamenti nella funzionalità del ginocchio e neppure dolore e gonfiore particolarmente acuti o invalidanti, l’esperto in chirurgia mini invasiva consiglierà al paziente altri trattamenti per tentare di risolvere il problema della gonartrosi.

 

Trattamenti alternativi all’intervento

Prima di decidere per la sostituzione parziale o totale del o dei compartimenti del ginocchio, si tenteranno trattamenti come:

  • L’assunzione di farmaci antinfiammatori ed antidolorifici (FANS, paracetamolo, condroprotettori, iniezioni intrarticolari di acido ialuronico, infiltrazioni di corticosteroidi locali);
  • Fisioterapia per alleviare i sintomi ed esercizio fisico mirato a potenziare la resistenza, il tono e l’elasticità dei muscoli intorno all’articolazione del ginocchio:
  • La riduzione del peso corporeo se il paziente è in sovrappeso oppure obeso;
  • L’utilizzo di supporto per la deambulazione come le stampelle.

Potenziare la muscolatura è ‘la cosa da fare’ sia se la gonartrosi non è grave sia se è in fase avanzata al punto tale da richiedere l’impianto di una protesi ginocchio mini invasiva totale o parziale.

In quest’ultimo caso, una muscolatura rafforzata servirà a velocizzare i tempi di recupero e di riabilitazione.

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