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Cura del cuore

PREVENZIONE DEL CUORE

DIETA INTEGRATORI E STILE DI VITA CONSIGLI DALLA NATURA

Il cuore è il motore del sistema circolatorio, è un organo cavo muscolare che mantiene in movimento costante il flusso sanguigno. Il cuore ha circa le dimensioni di un pugno e pesa circa 300 gr (quello di uno sportivo può arrivare fino a 500 gr), ad ogni battito pompa approssimativamente 75 millilitri di sangue. La fitta rete di arterie, vene e capillari presente nel corpo di un adulto medio supera i 96.500 Km. Il cuore è una doppia pompa, il lato destro trasporta il sangue ai polmoni per l’ossigenazione e il sinistro distribuisce il sangue arricchito di ossigeno, proveniente dai polmoni, al corpo. Nella parte superiore del cuore ci sono i due atri che raccolgono il sangue in arrivo, al di sotto ci sono i ventricoli, il ventricolo sinistro pompa il sangue nelle arterie della grande circolazione, verso gli organi, qui il sangue si raccoglie di nuovo per passare alle vene che lo riconvogliano al lato destro del cuore, il ventricolo destro infine, pompa il sangue verso il polmone per la riossigenazione. Le valvole mitralica (sinistra) e tricuspide (destra) collegano gli atri e i ventricoli. La valvola aortica e polmonare separano i ventricoli dagli atri. A causa di patologie batteriche, reumatiche o calcificazioni dovute all’età, le valvole cardiache possono deformarsi e nei casi più gravi, richiedono di essere sostituite. Al suo interno il cuore è rivestito da una sottile membrana, l’endocardio che può infiammarsi (endocardite). Fra le patologie, che maggiormente possono essere prevenute grazie a un corretto stile di vita, sicuramente possiamo annoverare le malattie degenerative arterosclerotiche che colpiscono le nostre arterie e in particolare le coronarie che portano ossigeno al cuore attraverso i globuli rossi e dal cuore a tutti i tessuti. Le pareti delle arterie si fanno più spesse e perdono elasticità e consentono la formazione di coaguli di sangue (trombi), l’arteriosclerosi espone al rischio di aneurismi, trombosi e ictus.

E’ importante quindi prevenire il degrado di questi condotti che col tempo, abitudini sbagliate, errori alimentari possono tendere a restringersi e a deteriorare la loro liscia e scorrevole superficie interna. Anche i fattori genetici intervengono ma spesso sono risvegliati proprio da scorrette abitudini.

Il risultato più drammatico e pericoloso delle cardiopatie è l’INFARTO o, più precisamente, l’infarto del miocardio. L’acuto dolore toracico provocato dall’angina (un’arteria coronarica presenta una stenosi ossia un restringimento e sotto sforzo il cuore va in debito di ossigeno e reagisce con un dolore) può essere un primo segnale del ridotto flusso di sangue verso il cuore ma, nella maggior parte dei casi, non comporta un vero pericolo. Se abbiamo in concomitanza palpitazione, mancanza di respiro e perdita della coscienza possono essere chiari segni della sindrome coronarica acuta (una placca aterosclerotica occlude o riduce fortemente un’arteria). Cefalea, svenimento e deficit della sensibilità o della forza di una parte del corpo sono invece sintomi di un’ISCHEMIA cerebrale, detta anche infarto cerebrale o apoplessia, cioè la placca aterosclerotica interessa il circolo carotideo o cerebrale. Crampi o irrigidimenti del polpaccio o della coscia mentre si cammina oppure cute fredda e dolore a una delle due gambe possono essere sintomi dell’ischemia periferica, cioè una placca occlude un’arteria degli arti inferiori.
Vengono in genere prescritti farmaci anticoagulanti che minimizzano il rischio di un’embolia (blocco di un’arteria), con la chirurgia vascolare si può intervenire su un’arteria ristretta, bloccata o indebolita. Il bypass coronarico , consiste nella sostituzione di un’arteria malata con una vena sana presa da un’altra parte del corpo.
Anche alti livelli di glucosio nel sangue oltre che colesterolo e ipertensione accelerano l’ispessimento e l’indurimento delle arterie, causando l’insorgere di infarto, ictus e coronopatie.

Quali sono i fattori di rischio?

  • Uno od entrambi i genitori ipertesi
  • Eccessivo consumo di sale
  • Fumo
  • Colesterolo alto e alto tasso di trigliceridi
  • Sovrappeso e obesità. Il grasso viscerale, principalmente quello addominale favorisce l’aumento di acidi grassi, il rilascio dell’insulina nel sangue e l’aumento della pressione e del colesterolo cattivo
  • Sedentarietà
  • Presenza della sindrome metabolica (dove sono preseti almeno tre dei seguenti criteri: obesità addominale, aumento degli zuccheri nel sangue a digiuno, pressione alta, basso livello di colesterolo buono e alto di cattivo e trigliceridi
  • Uso di farmaci o sostanze che possono aumentare la pressione (es. pillola contraccettiva, farmaci antinfiammatori, anfetamine, cocaina,..).
  • Il diabete è una patologia spesso in concomitanza con i problemi cardiovascolari. Il glucosio è come un veleno che danneggia i vasi cominciando da quelli più piccoli (come quelli della retina dell’occhio) fino a quelli che arrivano al cuore.
  • Malattie renali.

COLESTEROLO

Tra i primi errori da evitare c’è l’ipercolesterolemia dovuta ad eccessi alimentari: eccesso di peso e aumento eccessivo di grassi di derivazione animale con aumento dei livelli circolanti di colesterolo e trigliceridi che restringono il calibro delle arterie con incrostazioni (placche) che intralciano la circolazione del sangue. I rischi per la salute sono massimi quando la placca ostruisce le arterie coronariche e la carotide, che porta il sangue al cervello.
Il colesterolo per muoversi nel sangue si unisce ad alcune proteine che hanno appunto il compito di veicolare i grassi. Il cosiddetto colesterolo cattivo o LDL è veicolato dalle Low density lipoproteine, cioè lipoproteine a bassa intensità, che lo prelevano dal fegato e lo portano verso le cellule: se è in eccesso finisce per depositarsi sulle pareti delle arterie, danneggiandole. Il colesterolo buono o HDL viene trasportato dalle High density lipoproteine (lipoproteine ad alta densità), che lo raccolgono nel sangue e lo portano al fegato, dove viene metabolizzato. I trigliceridi sono l’altra forma di grasso circolante nel sangue, li ingeriamo con l’alimentazione, è bene tenerli sotto controllo, se superano il livello di 165 mg per dl è bene correre ai ripari.
Bisogna stare attenti ad entrambi i valori, la situazione ottimale vede il livello di LDL inferiore rispetto a quello di HDL. Per conoscere il rapporto tra colesterolo totale e colesterolo HDL basta dividere il colesterolo totale per il valore del colesterolo HDL. Un rapporto compreso tra 4 e 5 non rappresenta un fattore di rischio per la malattia coronarica (infarto).
Anche il recupero del peso forma è importante, come pure il fatto di svolgere un’attività fisica aerobica prolungata e leggera (camminare, passeggiare in bicicletta, nuotare lentamente), che per produrre effetti deve però essere quasi quotidiana.
Se non si hanno particolari problemi di salute, i primi controlli del livello del colesterolo vanno fatti introno ai 35-40 anni e ripetuti circa ogni due anni. Se però si ha una familiarità meglio tenersi controllati dai vent’anni.
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IPERTENSIONE

L’ipertensione, cioè la tendenza ad avere elevati valori pressori è un problema diffuso, tra le varie cause c’è la predisposizione genetica ma, come sempre, anche le abitudini alimentari, obesità, fumo, eccessivo consumo di alcool, uso della pillola contraccettiva, diabete, condizionano fortemente l’evolversi della patologia. Si dice che la pressione è alta quando i valori sistolici e diastolici sono maggiori della norma (tenendo conto dell’età e del sesso). La pressione sistolica o massima è quella esercitata dal sangue contro le pareti arteriose nella fase di massima contrazione del cuore, la pressione diastolica o minima corrisponde alla successiva fase di rilassamento. La pressione massima ottimale è inferiore a 120 mmHg, quella minima ottimale è inferiore a 80 mmHg. Quando la pressione massima è uguale o supera i 140 mmHg o la minima i 90 mmHg, la pressione è alta e la persona ha l’ipertensione arteriosa. Valori di 130 mmHg di pressione massima e 80 mmHg di pressione minima sono già troppo alti se sono presenti diabete, malattie renali o complicazioni dell’ipertensione. Più alta è la pressione più è alto il rischio di malattie cardiovascolari, quali infarto cardiaco, scompenso cardiocircolatorio, ictus cerebrale, insufficienza renale, sfiancamento e rottura dell’aorta, occlusione delle arterie degli arti inferiori.

L’ipertensione arteriosa spesso non da’ disturbi nella maggioranza dei casi e spesso i sintomi si presentano solo dopo molti anni, quando l’ipertensione ha già provocato danni all’organismo, dunque misurare regolarmente la pressione arteriosa permette una diagnosi precoce dell’ipertensione e un’efficace prevenzione delle malattie cardiovascolari. In ogni caso, cefalea insolita, difficoltà di concentrazione, senso di vuoto alla testa, vertigine e malessere generale possono indurre a pensare a un brusco rialzo della pressione, ma a volte sono segni assenti!
Ci sono circa 20 milioni di ipertesi in Italia, circa un miliardo e mezzo nel mondo.
La pressione alta in gravidanza è una minaccia seria per la salute della madre e del feto.

DIETA INTEGRATORI E STILE DI VITA
DIETA AMICA DEL CUORE e ANTICOLESTEROLO

Ridurre i grassi, eliminare le fritture, aumentare le fibre idrosolubili come la crusca d’avena, introdurre nella dieta la pectina di cui sono ricche le mele che aiuta a ridurre l’assorbimento del colesterolo cattivo e aumenta quello buono.

Preferire le carni di vitello, pollo e tacchino rispetto ad altre.

Dieta ideale per la riduzione dell’ipercolesterolemia: grassi saturi < 7% delle calorie totali, vegetali 5-10 mg/die, frutta, verdure, cereali 2-3 g/die, polifenoli (thé verde, olio extra vergine di oliva, vino rosso) 3 cucchiai da tavola/die. Per quanto riguarda il vino, un bicchiere al girono ha effetti favorevoli perchè aumenta il colesterolo buono (HDL) e riduce l’aggregabilità delle piastrine (azione antitrombotica) e svolge un’azione antiossidante, ma non si deve superare mezzo bicchiere a pasto, altrimenti si stimola troppo il sistema nervoso simpatico e il colesterolo cattivo (LDL) favorendo la formazione della placca aterosclerotica.

consumare alimenti ricchi di antiossidanti. Una delle maggiori capacità antiossidanti è prerogativa dell’olio extra vergine di oliva, grazie all’alto contenuto di polifenoli (150-350 mg/l), sostanza che determinano il rafforzamento delle difese antiossidanti dell’organismo.

Preferire alimenti senza o con pochi grassi.

Preferire i grassi insaturi (olio di oliva, olio di semi…) a quelli saturi (strutto, burro, formaggi stagionati, salumi…) ricchi di colesterolo. Evitare comunque le fritture.

ridurre la quantità di sodio e dunque ridurre il sale durante la preparazione dei cibi (non più di 2 gr al giorno) sfruttando le proprietà di aromi e spezie ed evitare di aggiungerlo a tavola! Limitare i cibi conservati in scatola specie se in salamoia. Bisogna infatti stare anche attenti al sale nascosto!

Per ridurre il colesterolo cattivo si può usare aglio crudo (come per abbassare la pressione) e olio extravergine di oliva, mais e girasole, fagioli, noci, mandorle, frutta e ortaggi, l’uso di pesce che contiene EPA e DHA, cioè gli acidi grassi Omega 3.

Per la prevenzione delle cardiopatie sono utili integrazioni con vitamina B6, C, E, betacarotene, rame, magnesio, lecitina di soia, talvolta vengono prescritte pastiglie di selenio perché la carenza di questo minerale sembra sia collegata alle cardiopatie, il cromo aiuta a prevenire i depositi di colesterolo nelle arterie.

Attenzione al consumo di alimenti già pronti, conservati in scatola e insaporitori. Occhio al junk food (letteralmente cibo spazzatura), dolci confezionati, patatine, hamburger, aumentano il colesterolo cattivo, contengono additivi e coloranti a non finire che possono creare problemi al fegato o allo stomaco, sono poveri di elementi nutrizionali. Spesso un obeso ha importanti carenze nutrizionali (vitamine, ferro, proteine!)

consumare con regolarità alimenti naturalmente ricchi di antiossidanti (tocoferoli, caroteni, vit c, flavonoidi, polifenoli, acido fitico), e altre vitamine.

Per aiutare il fegato nei confronti del colesterolo nel suo lavoro è bene seguire regimi disintossicanti magari aiutandoci con tisane (ad es di carciofo).

Utile il consumo di lattuga.

Assumere regolarmente pane integrale, cereali e pesce ricco di omega 3 che contribuiscono al buon funzionamento dell’intestino che è in grado di limitare l’assorbimento del colesterolo.

Controllare lo stress aiutandosi anche con yoga e meditazione.

Evitare la sedentarietà, il fumo, i superalcolici, ridurre le carni rosse.

Fare esercizi aerobici da tre a cinque volte la settimana, basta una bella camminata a passo sostenuto di circa trenta minuti per bruciare un bel po’ di calorie. Consigliate anche per i più pigri il nuoto, la corsa leggera, la bici in piano, la cyclette con basso carico, il golf ma anche lo sci di fondo!… si combatte il colesterolo e lo stress!

Fare controlli regolari della pressione, del colesterolo, del diabete.

Spesso la sedentarietà tipica della nostra società moderna altera i nostri equilibri metabolici e favorisce un pericoloso eccesso di grassi. Fare sempre quotidianamente anche una modesta attività fisica (vedi sezione sportivi). Passiamo la giornata alla scrivania, ci spostiamo in macchina e alla sera ci buttiamo sul divano. Facciamo una vita più attiva e non inventiamo scuse, basta poco e saremo anche più felici scopri perché con il beneficio delle endorfine.

Il fumo è altamente nocivo per il nostro organismo. La nicotina stimola il rilascio di sostanze chiamate “catecolamine” che fanno aumentare la pressione e la frequenza cardiaca; inoltre, la nicotina favorisce l’alterazione della parete interna dei vasi. Smettendo di fumare si possono abbassare i livelli di pressione fino a 4-6mmHg. Il fumo da’ origine a patologie infiammatorie e degenerative (bronchite cronica, enfisema) dell’apparato respiratorio, per non parlare dei rischi tumorali a livello del polmone, cavo orale, vescica ed esofago. Nei tabagisti il cancro ai polmoni ha un’incidenza venti volte superiore ai non fumatori. Gli specialisti hanno collegato il fumo anche all’insorgenza del cancro al seno e al colon. Un pacchetto di sigarette al giorno equivale a una tazza di catrame in un anno, circa 150ml! Ma soprattutto nelle patologie vascolari dimostra tutta la sua azione negativa. Il fumo è il responsabile del 60% delle malattie cardiache che portano alla morte. Attualmente purtroppo fuma il 25,5% circa della popolazione con più di 15 anni, pari a circa 13 milioni di cittadini (7,1 milioni di uomini e 5,9 milioni di donne). L’inalazione ripetuta dei prodotti di combustione del tabacco mina il sistema vascolare. Senza parlare dell’ingiallimento di unghie e denti, dell’effetto incartapecorito sulla pelle, delle rughe più profonde intorno alla bocca e intorno agli occhi, l’alitosi non proprio piacevole, e poi non serve a nulla se non ad arricchire il monopolio di Stato e ad impoverire le nostre tasche anche in seguito per le cure che dovremo affrontare. Inoltre le sostanze contenute nelle sigarette rilassano la valvola che sta tra esofago e stomaco permettendo al contenuto acido di risalire favorendo il bruciore di stomaco. Già dopo sei mesi dall’ultima sigaretta si abbatte del 50% il rischio di infarto e dopo 5 anni il rischio è paragonabile a quello di un non fumatore.

Ogni anno muoiono 3 milioni di persone per le conseguenze del tabagismo.

Ogni giorno cerca di ritardare la prima sigaretta del mattino di almeno dieci minuti, alla fine del primo mese avrai risotto di quasi il 20% l’apporto quotidiano di nicotina. Quando senti il bisogno impellente di fumare respira profondamente per cinque minuti, il cervello reagisce come se inalassi il fumo di una sigaretta. Provaci!

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