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I SEGRETI DEL BENESSERE dagli additivi allo zucchero tutto ciò che passa dalla nostra tavola omeopatia, chiropratica, schiatsu, riflessologia, fiori di Bach, agopuntura, fitoterapia, medicina ayurvedica, yoga osteopatia, ecc... AMICHE PIANTE dall'aglio allo zafferano IL BENESSERE PER BAMBINI obesità, inappetenza, intolleranze, svezzamento, pannolini ecologici LA BELLEZZA NATURALE DISTURBI E RIMEDI IL NOSTRO AMBIENTE PER SPAZIARE... aforismi, aneddoti, poesie... Motori di ricerca e siti per il benessere del corpo e della mente
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I SEGRETI DEL BENESSERE
La Leggenda del Buon Cibo Italiano
Per legge deve essere suddiviso in varie categorie: L'olio extra vergine di oliva, ricco di acido oleico e vit E è ottenuto solo da olive raccolte mediante processi meccanici: Deve avere acidità inferiore allo 0,8%. Meglio ancora se Dop, ottenuto dalla spremitura a freddo di olive sane, senza procedimenti chimici di raffinazione. L'olio vergine di oliva ha un'acidità pari al 2%, come l'extra vergine è un olio non raffinato, ottenuto solo dalla spremitura di olive con pressione senza aggiunta di additivi chimici. L'olio di oliva è olio vergine tagliato insieme a quello raffinato per migliorarne il gusto, l'acidità supera l'1,5% per ogni 100 gr. L'olio di sansa di oliva è costituito dalla sansa ovvero dalle buccette , residui della polpa e frammenti di nocciolo. L'olio estratto chimicamente è filtrato e miscelato a un olio vergine di oliva, l'acidità massima è dell'1,5% per ogni 100 gr. L'olio di oliva raffinato si ottiene per rettifica di oli lampanti, oli su cui sono stati riscontrati gravi difetti di produzione, come un alto grado di acidità e difetti organolettici, chiamato così perché un tempo erano utilizzati per alimentare le lampade a olio. Incolore, inodore, insapore. L'olio extra vergine di oliva tanto più è pregiato quanto più presenta un aroma fruttato. L'olio dovrebbe essere consumato entro 24 mesi dall'imbottigliamento, ma il migliore si gusta entro un anno dalla produzione. Per conservarlo al meglio si dovrebbe tenere la bottiglia sigillata o in uso lontano dalla luce o da fonti di calore, richiuderla sempre bene. L'olio è alla base della dieta mediterranea, indispensabile sia crudo che cotto. Una cottura a fuoco basso e lenta è la migliore, l'olio di oliva è molto resistente al calore e solo dopo un prolungato tempo di esposizione al calore intenso (circa 20 minuti) può subire modificazioni formando scorie ossidate. Nelle fritture il punto di fumo si assesta intorno ai 190°C, l'olio di semi ha un punto di fumo decisamente più basso (130°C quello di girasole, 160°C mais, 180°C arachidi). Considerando che in media le verdure friggono tra i 130 e 145°C e gli alimenti panati o pastellati intorno ai 175 190°C, l'olio d'oliva garantisce una migliore tolleranza. Non riutilizzare comunque mai l'olio già utilizzato per una frittura. Nell'etichettatura è obbligatorio indicare lo Stato in cui le olive sono state raccolte e in cui è stato prodotto. Se le olive sono state prodotte in diversi stati devono essere indicati tutti, anche per oli tagliati. In un cucchiaio di olio di oliva ci sono 9,9 gr di grassi (1,4 insaturi, 7,7 monoinsaturi, 0,8 polinsaturi), o mg di colesterolo, 90 calorie. Nell'olio di oliva c'è una forte prevalenza degli acidi grassi monoinsaturi come l'acido oleico, queste sostanze sembrano ridurre notevolmente l'insorgenza di malattie coronariche, mantenendo fluido il sangue, abbassare il colesterolo, prevenendo l'accumulo di trigliceridi, diventando uno scudo salvacuore. Tra i polinsaturi troviamo nell'olio di oliva l'acido linoleico (omega 6). L'olio di oliva contiene inoltre i fenoli, che conferiscono talvolta un aroma amaro e pungente e hanno importanti proprietà antiossidanti con effetto vasoprotettore aumentando l'elasticità delle pareti arteriose riducendo il rischio di attacco cardiaco, ischemie. Troviamo nell'olio di oliva anche l'oleocantale, responsabile del "piccante" nell'olio, conferisce proprietà antiinfiamatorie all'olio. L'olio di oliva ha un valido apporto anche di vitamina E e K. Ha un'azione benefica sull'apparato digerente, se consumato in modica quantità, in quanto facilita la digestione. Ha un'azione positiva sulla cistifellea e aiuta il fegato a depurarsi. Contribuisce a regolare l'intestino, tutela lo stomaco dalle gastriti, facilita l'assorbimento delle vitamine liposolubili (A,D,E,K) e del calcio. Da millenni, dai tempi di Omero, le proprietà dell'olio di oliva sono universalmente note per impacchi sul corpo per prevenire l'invecchiamento della pelle, la caduta dei capelli, la forfora, indurimento delle unghie o screpolature della pelle causate dal freddo. Lascia le uova nella confezione d'acquisto così non entrano in contatto con gli altri alimenti e puoi sempre leggere la data di scadenza! Dopo l'acquisto tieni sempre le uova in frigorifero! Anziani, bambini e donne in gravidanza devono sempre consumare uova ben cotte. Occorre lavarsi le mani con cura prima e dopo aver toccato le uova. Un uovo ha circa 70 kcal, 7,5 g di proteine, 4,5 g di grassi (di cui solo un terzo saturi), 0,7 mg di ferro. Contiene vitamine B, A, fosforo, calcio, e il 5% di colesterolo, in effetti chi soffre di ipercolesterolemia deve fare attenzione nel consumare le uova. Si consiglia di non superare la quantità di 3-4 uova a settimana considerando anche quelle "nascoste" i cibi che mangiamo normalmente (pasta, biscotti...). Per digerire un uovo ci vogliono circa 90 min se è alla cocque, 120 min se è crudo o in camicia, 180 min se è fritto. L'uovo crudo non è molto digeribile a causa delle albumine, le proteine dell'albume che, se non sottoposte a calore, rimangono in una forma chimica difficile da assimilare. Segreti dell'etichetta: La confezione esterna (meglio di cartone perché si regola al meglio l'umidità), ci dice la data di scadenza, mai superiore ai 28 giorni dalla deposizione. La categoria extra rappresenta quella delle uova freschissime, con meno di nove giorni dalla deposizione; dal decimo giorno in poi diventano di categoria A, poi c'è la categoria B, le uova per uso cucina, mentre quelle di categoria C sono destinate all'industria alimentare. Sul guscio è stampato il codice alfanumerico che indica il sistema di allevamento delle galline: biologico, 1 all'aperto, 2 a terra 3 in gabbia; la nazione (IT ad esempio è Italia), la provincia,il comune e il numero di identificazione dell'allevamento. Tra i carboidrati che consumiamo, i più semplici e solubili in acqua creano in bocca un sapore dolce. Lo zucchero per antonomasia, il saccarosio, è fatto da glucosio e fruttosio. Gli alimenti dolci di origine vegetale (miele, frutta, ecc..) e animale (latte) non sono altro che miscele di zuccheri con altri nutrienti. Il fruttosio dolcifica di più dunque a parità di calorie se ne usa meno rispetto allo zucchero classico, inoltre viene assorbito più lentamente e questo vuol dire che fornisce energia a poco poco. L'amido pur essendo costituito da moltissime molecole di glucosio, non risulta dolce nel momento in cui lo mettiamo in bocca perché il glucosio in esso contenuto non è solubile, lo diventa però se masticato a lungo, provate infatti con un po' di mollica di pane. Più zucchero si consuma e più se ne necessita per percepire il gusto dolce. Un caffé zuccherato allo stesso modo risulta amaro per chi è abituato al consumare molto zucchero e troppo dolce per chi non ne usa, così come il sale! Dobbiamo stare attenti perchè sulle etichette ci possono essere varie diciture per citare lo zucchero: destrosio, glucosio, saccarosio, fruttosio, zucchero liquido, sciroppo di glucosio-fruttosio, miele, maltosio, zucchero di canna, succo di canna evaporato. Tutte queste diciture rimandano sempre allo zucchero anche se in diverse forme. La cosa migliore è di evitare più possibile gli zuccheri aggiunti. Fate anche attenzione quando sull'etichetta viene detto "senza zuccheri aggiunti" in realtà significa "senza l'aggiunta del (solo) saccarosio", dunque può contenere altri ingredienti ad alto contenuto di zucchero come il miele o zucchero liquido o altri tipi di zucchero come il glucosio o il fruttosio o maltosio. Dovete sempre controllare i valori nutrizionali, se il contenuto degli zuccheri è basso solo allora anche l'apporto calorico lo sarà. Gli alimenti industriali per la colazione che hanno meno del 10% di zuccheri sono il pane integrale, le fette biscottate, i fiocchi d'avena. Non tutti gli zuccheri sono dolci allo stesso modo, al primo posto il fruttosio poi il saccarosio e poi via via tutti gli altri fino agli ultimi cioè il lattosio e il galattosio. Ci sono frutti ricchissimi di zucchero tra i quali i datteri (40%), l'uva, i fichi, banane. Nella legislazione alimentare, con il termine di zucchero si intende il prodotto contenente almeno il 98% di saccarosio e ottenuto dalla canna da zucchero o barbabietola. Nella barbabietola la parte che dà zucchero è la radice, la cultura intensiva di questa pianta impoverisce i terreni e richiede molti pesticidi. La barbabietola e la canna da zucchero vengono lavorate negli zuccherifici. L'estrazione e la purificazione dello zucchero è un'operazione laboriosa e lunga. Nel caso della barbabietola, il sugo zuccherino di colore bluastro spremuto dalle radici, viene depurato e la sua acidità tolta con calce bianca, il cui eccesso è poi eliminato con anidride carbonica. Il sugo viene poi filtrato, lo sciroppo che se ne ricava viene concentrato per evaporazione, dal succo concentrato, raffreddato e centrifugato, si ricava saccarosio allo stato cristallino. Il prodotto ottenuto è lo zucchero greggio di prima qualità non commestibile mentre lo "scolo verde" si ricuoce e diventa zucchero di seconda e melasso. Lo zucchero di prima e di seconda qualità vengono uniti e passano alla raffinazione industriale: lo sciroppo viene decolorato con carbone attivo, poi cotto a novanta gradi fino a cristallizzazione completa , finalmente bianco, immutabile per decenni, mummificato dai trattamenti subiti. Lo zucchero di canna si estrae dal succo presente nel fusto di una graminacea, che alta oltre 4 metri, vive inondata dalla luce e dal calore dei tropici. Con la canna da zucchero si fa una spremitura, separando un sugo giallo ocra che ha il 15% di saccarosio e uno scarto contenente fibre di canna usate poi come combustibile. Per la raffinazione si maciulla, pastorizza, centrifuga, si corregge l'acidità, si neutralizza, si ricuoce, si idrolizza, si decolora e si cristallizza. All'industria alimentare conviene impiegare miscele di glucosio e fruttosio al posto dello zucchero comune perché meno costose, di più elevato potere edulcorante e più maneggevoli. Si distinguono: ZUCCHERO INTEGRALE Prodotto dalla canna da zucchero, contiene saccarosio, glucosio, fruttosio e altri minerali ZUCCHERO GREZZO L'unico venduto al dettaglio è quello di canna, parzialmente purificato contiene però ancora sali minerali e piccole quantità di fruttosio e glucosio. Lo zucchero grezzo di canna non è commerciabile perché ha un pessimo gusto. ZUCCHERO RAFFINATO Di canna o di barbabietola, sotto forma di pani, blocchi, velo, zollette, granella, candito. ZUCCHERO BRUNO o brown sugar indica lo zucchero di canna grezzo ma anche quello colorato artificialmente con melassa, questo si riconosce perché versato nell'acqua perde colore. ZUCCHERO BIANCO Sinonimo di zucchero bianco raffinato ZUCCHERO INVERTITO LIQUIDO Soluzione acquosa di saccarosio (almeno il 62%) mista a zucchero invertito (saccarosio idrolizzato) fra 3 e 50 %. Per gelateria e pasticceria. ZUCCHERO LIQUIDO Soluzione acquosa di saccarosio (almeno 62%) e zucchero invertito liquido inferiore al 3%. Per pasticceria e bar (cocktalis) SCIROPPO DI GLUCOSIO Soluzione acquosa derivata dall'idrolisi enzimatica dell'amido di diversa origine (soprattutto mais), depurata e concentrata fino almeno il 70% di saccarosio e oltre il 20 % di destrosio (glucosio). Molto usato in pasticceria. Non molto salutare, viene spesso disidratato e reidratato. Controlla sempre la data di scadenza. Consumalo entro 2/3 giorni da quando apri la confezione, anche se è a lunga conservazione. Si dice intero se ha un quantitativo di grassi superiore al 3,2%, parzialmente scremato se i grassi sono pari al 1,5-1,8% di grassi, latte scremato se ha un quantitativo di grassi inferiore allo 0,5%. Tra i tre è meglio scegliere il latte intero a meno che non ci siano patologie che ne sconsiglino l'uso, in quanto il grasso del latte permette di assimilare meglio le vitamine, modula l'assorbimento del calcio ed è ricco di CLA, acido linoleico coniugato, che ha proprietà anticancro. Il latte arricchito con fibre, fermenti o vitamine non fa male ma non bilancia una dieta scorretta. La dose consigliata per gli adulti è di ¼ di tazza di latte al giorno. Con questa quantità si rinforza il sistema immunitario, si aiuta le ossa ad essere più robuste (il latte infatti contiene 1200 mg di calcio per litro) durante la sua digestione inoltre si formano delle molecole, chiamate peptidi, che stimolano le risposte immunologiche. E' meglio acquistare la versione in bottiglia in quanto il tappo diminuisce la possibile contaminazione del latte con l'aria. Grazie ai grassi del latte si neutralizza l'alito cattivo dovuto all'aglio.
Si parla di intolleranza al latte quando il problema è rappresentato dal lattosio, il principale zucchero contenuto nel latte. Compare in genere tra i dieci e i vent'anni, creando dolori addominali, accumulo di gas intestinali. Ne soffrono 4 italiani su 10! L'allergia è una cosa diversa, perché la reazione è data dalle proteine del latte, soprattutto dalla caseina, i sintomi che compaiono da dopo qualche minuto a dopo qualche ora, sono orticaria, eruzioni cutanee, asma, vomito. Sostituti: LATTE DI CAPRA Ha una composizione molto simile al latte vaccino, anche se i suoi grassi sono più digeribili. Non è comunque una valida alternativa per gli intolleranti e neanche per gli allergici. Ottimo da un punto di vista nutrizionale, è però salato e dal gusto particolare. LATTE DI SOIA Sarebbe più giusto chiamarlo bevanda di soia trattandosi di un prodotto vegetale. Non contenendo lattosio risolve i problemi agli intolleranti. Valida alternativa al latte di mucca perché non contiene lattosio fonte di gravi intolleranze. Inoltre il latte di soia contiene circa la metà dei grassi e delle calorie del latte di mucca, contiene fibre e ha un quarto del contenuto di sale del latte di mucca e non contiene colesterolo, dunque è un prodotto indicato per chi ha il colesterolo alto! Il latte di soia contiene però meno calcio, dunque il suo apporto può essere inadeguato. Dunque chi è allergico corre pochi rischi, ma ha probabilità di andare incontro ad una sensibilizzazione verso le proteine della soia (allergia crociata). LATTE DI RISO E' una bevanda vegetale povera di proteine e di grassi ma ricca di zuccheri. LATTE AD ALTA DIGERIBILITA' Valida alternativa. Si tratta di latte delattosalato, ottenuto attraverso un processo che scinde il lattosio rendendolo più digeribile. Attenzione però che non si elimina tutto lo zucchero presente dunque in caso di forti intolleranze potrebbe dare problemi. Conserva la carne in frigorifero e consumala preferibilmente entro 24 ore per la carne macinata, entro 48 ore per il pollo e il tacchino, entro 3 giorni per gli affettati non confezionati, entro 3 giorni per la carne fresca in generale. Cuoci sempre bene la carne di pollo e di tacchino. Qualsiasi prodotto animale consumato crudo può dare problemi. Occorre lavarsi con cura le mani dopo aver toccato la carne cruda. Vanno lavati scrupolosamente anche i coltelli e i taglieri adoperati. Non scongelare la carne a temperatura ambiente. Se non puoi cuocerla direttamente, mettila a scongelare nel microonde o in frigorifero. La carne contiene delle sostanze chiamate PURINE che sono sostanze azotate che sono molto dannose per chi soffre di gotta, infiammazioni renali perché l'acido urico si accumula a causa delle purine. Le frattaglie, il fegato, cervello ma anche acciughe e sardine contengono molte purine. Senz'altro bisogna ammettere che la carne in se' apporta poche calorie, fornisce proteine nobili ( con tutti gli aminoacidi), indispensabile per la formazione naturale dei muscoli, ricca di ferro biodisponibile, vitamine e minerali. Le carni rosse sono quelle di bovino adulto prevalentemente ( tra i 12 e i 18 mesi), manzo ( 3-4 anni), bue e vacca (oltre i 4 anni e mezzo). Apportano proteine nobili, ferro, vitamine del gruppo B, fosforo, sodio, potassio, calcio, carnitina (un aminoacido che favorisce l'attività fisica e aiuta il cuore). Certo hanno il difetto che sono spesso ricche di grassi soprattutto saturi, dunque chi ha il colesterolo alto deve moderarne l'assunzione. Consumarne troppa fa aumentare l'acido urico nel sangue. Le carni bianche son quelle di pollo, tacchino, coniglio. Sono carni magre, hanno comunque un apporto notevole di ferro (tranne il coniglio che ne ha poco). Sono maggiormente povere di sodio rispetto alle carni rosse, sono più tenere e digeribili perché hanno fibre muscolari più piccole. Sono prive di acido laurico dannoso per le arterie. A volte come per il tacchino sono carni un po' insipide e richiedono una cottura più creativa. Attenzione alla pelle del pollo un vero attentato per il colesterolo! Le carni ovine come l'abbacchio (pecora di 4 settimane di età), l'agnello (12-18 mesi), la pecora e il montone, il castrato. Soprattutto la carne di agnello con le sue fibre muscolari piuttosto corte è particolarmente digeribile e tra le meno allergizzanti, con il coniglio sono le preferite per bambini da svezzare e anziani. Ricca di vit B, zinco, selenio (soprattutto l'agnello). Attenzione all'abbacchio anche se è più giovane è meno digeribile e più grasso dell'agnello. La carne di maiale è andata migliorando con il tempo grazie all'ottimizzazione degli allevamenti e della sua alimentazione. Apporta una quantità di proteine pressoché uguale a quella rossa, anche di vitamina B12 e ferro. Tagli come lombo, bistecca o capocollo sono particolarmente digeribili. Il fegato del maiale è ricco di vit A e D. La selvaggina, cinghiale, lepre, fagiano sono le più rappresentative. Carni molto saporite, pochi grassi, poche calorie ma tante proteine, minerali e vitamine. La carne della lepre poi contiene molto ferro. Essendo carni dal sapore forte richiedono sapienza nella preparazione e spesso marinature. Altre carni come struzzo, bisonte, bufalo, canguro, sono alternative, ancora un po' lontane dalle nostre tavole. Sono per lo più carni complete e salutari. Lo struzzo ad esempio ricco di proteine, un alto contenuto di ferro (4% come il cavallo), pochissimo colesterolo, grassi e calorie. Sono però difficili da trovare e un po' care... Per digerire meglio la carne utile lo zenzero soprattutto per la cacciagione, il peperoncino, la maggiorana, il finocchio e l'alloro ricco di oli essenziali, resine e tannini che lo rendono digestivo.
Lava e pulisci bene il pesce prima di metterlo in frigorifero. Consuma il pesce in frigorifero preferibilmente entro 24 ore. Conserva il pesce il frigorifero negli scompartimenti bassi, subito sopra il cassetto delle verdure, è il punto più freddo. Assicurati che il pesce sia ben cotto, si deve dividere o staccare dalla lisca facilmente con una forchetta. Il pesce è veramente fresco quando l'odore è delicato (di mare), l'occhio è sporgente, le branchie sono rosee o rosse. La convinzione che vedeva nel pesce un cibo praticamente perfetto deve oggi essere rivista alla luce dei tossici che la sua carne può contenere (in particolare metalli pesanti). Anche il mito del pesce utile alla memoria è da rivedere, la leggenda che sia ricco di fosforo è da ridimensionare. Il pesce non presenta quantitativi particolarmente elevati di fosforo, altri alimenti ne contengono di più (legumi, frutta secca). Se mai il pesce è ricco di nutrienti utili allo sviluppo del sistema nervoso, cioè gli acidi grassi polinsaturi della serie Omega 3, che rendono più fluido il sangue, diminuiscono il colesterolo totale e cattivo (LDL) e lasciano invariato quello buono (HDL). In genere il pesce contiene poco colesterolo rispetto alla carne (50 mg per etto che sale a 150 mg però per i crostacei)un apporto di iodio buono e un'interessante quota di vitamina A e D. Il pesce occupava un ruolo importante anche presso i popoli antichi, in Egitto veniva introdotto come primo alimento durante lo svezzamento dei lattanti, tra i Romani il pesce era considerato una vera leccornia, anche come base per preparare saporite salse con spezie e aglio. Il pesce azzurro contiene proteine ed è molto magro, tranne lo sgombro. Tra il pesce molto magri sono la sogliola, il nasello, l'orata. I calamari è più salutare farli al forno che fritti. Le seppie come cefalo, ghiozzo, polpo sono ricche di acido eicosapentaenoico che contrastano diabete e fibrosi cistica. Il pesce spada ha le stesse proteine della carne bovina (20%) e la stessa quantità di grasso (4-5%)ma è più salutare contenendo il 75% di grassi polinsaturi. La colazione secondo il Prof. Marco De Angelis: " La mattinata è la parte più impegnativa della giornata. Per svolgere al meglio, e senza cali dell'efficienza, ogni tipo di attività, sia fisica che mentale, c'è bisogno di energia costantemente a disposizione e di un ottimo stato di idratazione. La colazione, che tra l'altro segue un prolungato periodo di mancata assunzione di nutrienti e di acqua, deve quindi creare subito queste condizione per un funzionamento ottimale. Al mattino migliora subito la tua idratazione con bevande poco concentrate e stimolanti, per un miglior risveglio ed una maggiore energia. I soli carboidrati semplici come lo zucchero nel caffè o nel tè possono darti energia e placare la fame ma l'effetto non è duraturo. Infatti, nel tuo corpo si registra un aumento dei livelli di zuccheri nel sangue. Inoltre, una colazione a base di soli carboidrati può risultare povera di nutrienti essenziali per il buon funzionamento dell'organismo come proteine, fibre, vitamine e minerali e grassi buoni. Il risultato è debolezza, difficoltà di concentrazione e stimolo della fame nel corso della mattinata. Saltare la colazione può avere effetti negativi naturalmente. Il tuo organismo per funzionare regolarmente va a ricercare quello di cui ha bisogno nelle sue riserve di nutrienti e di acqua che però sono state utilizzate durante la notte. Se non mangi nulla a colazione, ad un certo punto ti sentirai stanco e affamato e per aumentare i livelli di energia mangerai cibi dolci come cioccolata, caffé zuccherato o biscotti. Anche in questo caso, l'andamento altalenante dei livelli di energia determina un disequilibrio nel tuo organismo e a lungo andare può avere effetti sul tuo peso e sul tuo benessere generale. Una colazione equilibrata è in grado di favorire all'organismo nutrienti essenziali di cui ha bisogno. Quando si vuole controllare il proprio peso è importante mantenere in equilibrio i livelli di energia ed evitare l'andamento altalenante degli zuccheri che porta anche fame, nervosismo, testa "vuota" e ansia." Essenziale è dunque fare una colazione equilibrata, chiedere consiglio al proprio consulente in merito che saprà indicarvi i giusti elementi: infusi corroboranti, aloe concentrata che idrata efficientemente l'organismo, sostituti del pasto dove necessario, con eccellenti equilibri di carboidrati, proteine, vitamine e minerali. Spesso la vita frenetica che conduciamo ci impedisce di fare una colazione sana, ma impariamo ad avere questa importante abitudine e gestiamola al meglio. La pasta è composta generalmente da farina di grano e acqua, un prodotto semplice e naturale. Composta da carboidrati (per lo più amido), proteine, ferro, vitamine B1, B2, PP, alimento ricco di energia ma digeribile. Un etto di pasta produce circa 350 calorie di per se' poi è il condimento che fa la differenza....non esagerare con i grassi, ma un po' di pomodoro, olio extra vergine d'oliva e parmigiano lo rendono un piatto completo. Il consumo di pasta aiuta a ridurre il rischio di malattie gatrointestinali e cardiovascolari. La lessatura della pasta è il tipo di cottura principale, poi può seguire la fase della mantecatura de la ricetta lo richiede, o la cottura al forno. Più rara la frittura come nel caso delle "impanadas" sarde (ravioli ripieni e fritti). Aggiungere il sale solo nell'ultima fase di cottura in modo da non alterarne il gusto saporito ma farne assorbire solo la quantità giusta. Scolare la pasta rigorosamente al dente, non solo perché più buona ma anche perché più sana; conserva meglio le proprietà nutritive ed è assai più digeribile e prolunga la sensazione di sazietà! Metti la frutta e la verdura nell'apposito cassetto in frigorifero così non entrano in contatto con gli altri alimenti. Prima di consumare frutta e verdura lava molto bene sotto l'acqua corrente per eliminare residui di terra e pesticidi. Scarta frutta e verdura anche parzialmente ammuffite, possono contenere sostanze tossiche. Anche in frigorifero la frutta e la verdura perdono piano piano le loro vitamine, consumale rapidamente. Prepara le macedonie di frutta e le insalate miste poco prima del pasto e tienile in frigorifero fino al momento del consumo a una temperatura di 4-5 °C. Le insalate già lavate sopratutto tagliate perdono la maggior parte delle loro sostanze nutritive. Indispensabile sarebbe consumare verdura e frutta di stagione perché ricca di tutte le sue caratteristiche nutrizionali e per questo più genuina. Preferire inoltre prodotti locali magari gestiti dagli stessi agricoltori, conviene anche per il prezzo. Il trasporto spesso non corretto deteriora molto frutta e verdura, poi più tempo passa dalla raccolta e maggiore è la perdita nutrizionale. Controlla la data di scadenza. Butta una conserva se la confezione è gonfia o manomessa, se all'apertura produce gas, bollicine, cattivo odore o presenta muffe, non assaggiarla neppure !!! Se non usi interamente un prodotto in scatola, conserva quello che resta in frigorifero, dentro appositi contenitori per alimenti. Gli additivi sono divisi in varie categorie e hanno diverse funzioni. I conservanti servono ad impedire lo sviluppo di sostanze che alterano il prodotto; gli antiossidanti hanno soprattutto la funzione di evitare che il colore del prodotto subisca variazioni; gli emulsionanti servono per legare bene i grassi e l'acqua; gli addensanti e i gelificanti rendono il prodotto spalmabile e pastoso; gli stabilizzanti trattengono l'umidità; gli antiagglomeranti impediscono che nel prodotto si formino grumi; gli acidificanti danno il gusto acidulo; gli esaltatori di sapidità rinforzano il sapore; i sali di fusione facilitano la fusione di diversi formaggi e infine i coloranti servono per colorare. Gli additivi si riconoscono sull'etichetta perché sono indicati con una lettera E seguita da tre cifre, quelli che cominciano con 1 sono coloranti, con 2 sono conservanti, da E300 a E321 sono antiossidanti, da E322 a E472 sono emulsionanti. I NITRATI e i NITRITI DI SODIO E POTASSIO servono per dare sapore, esaltare i colori e conservare gli insaccati perché il sale da solo ha un'azione battericida piuttosto scarsa, ma si trasformano facilmente in NITROSAMMINE cancerogene, basta ad esempio un riscaldamento, anche solo nello stomaco e tendono a combinarsi con altri composti come le amine secondarie diventando così cancerogene. Come i POLIFOSFATI nel prosciutto cotto gli conferiscono un aspetto fresco ma impediscono poi l'assorbimento del calcio. Sempre più diffuse le intolleranze ad additivi alimentari. Pensiamo anche che se la frutta è lucidata artificialmente, spesso la cera intrappola i pesticidi che dunque non vengono eliminati con il semplice lavaggio. Inoltre le sostanze antimicotiche possono mescolarsi con la cera, occorre dunque un lavaggio profondo con acqua calda e sale. L'estratto di carne è stato inventato da L. Liebig intorno al 1850, preparato come concentrato di brodo di carne e veduto in barattoli di vetro, ebbe subito molto successo perché permetteva d preparare un buon brodo in modo rapido. Alla fine del XIX sec. J. Maggi invento i dadi da brodo che soppiantarono l'estratto in barattolo. I dadi da brodo attualmente diffusi contengono l'estratto di carne in quantità minima ( anche solo lo 0,3%) mentre il sale da cucina è l'ingrediente principale (30-60 %) ! seguito da glutammato monosodico, aromatizzanti e altri additivi. Il glutammato monosodico è un composto in grado di esaltare il sapore di cibi, molto usato nella cucina cinese e industria alimentare. Un consumo eccessivo di questa sostanza è dannoso, scatena sintomi come mal di testa, irrigidimenti muscolari,della faccia e del collo, vertigini, disturbi che vengono descritti come sindrome da ristorante cinese. Il glutammato monosodico è un additivo indicato con la sigla E 631 e la dose giornaliera ammessa è di circa 120 mg per Kg di peso corporeo. CONGELATORE E FRIGORIFERO Condividi Nella parte più alta del frigorifero andrebbero riposti formaggi freschi o stagionati, le uova nell'apposito contenitore, i vasetti aperti, gli scatolami aperti anche se è sempre meglio versare il contenuto di questi ultimi in un contenitore di vetro perché il materiale migliore per conservare i cibi è appunto il vetro. I formaggi non vanno conservati senza protezione, vanno avvolti con della pellicola traspirante adatta per alimenti che consenta all'alimento, specialmente se umido, di traspirare, evitando così la formazione della muffa o in alternativa si può avvolgere il formaggio nella carta forno o in uno scottex ovviamente non stampato perché i colori utilizzati per decorate questa carta potrebbero "attaccarsi" all'alimento. Nella parte centrale andrebbero riposti salumi e affettati, prodotti sottovuoto, i cibi cotti. È molto importante non conservare nel frigo i cibi caldi appena cotti perché questo comporterebbe un aumento immediato della temperatura e di conseguenza gli alimenti potrebbero subire delle alterazioni. I cibi cotti non vanno tenuti per molti giorni nel frigo, se non si intende consumarli in breve tempo è utile congelarli. Se invece intendiamo consumarli per esempio dopo due giorni è sempre meglio riscaldarli per bene e se sono sughi o minestre è consigliabile portarli ad ebollizione rimescolandoli più volte, questo consente una sterilizzazione del prodotto. Nella parte più bassa andrebbero riposte carni crude, pesce crudo e cotto e, nell'apposito cassetto, la verdura. La verdura non andrebbe conservata senza protezione ma in un sacchetto di plastica per alimenti o sacchetto di carta. La frutta è meglio conservarla a temperatura ambiente in un luogo fresco della casa. Da ricordare comunque che il frigorifero mantiene fresche le verdure ma non riesce a conservare intatte le loro proprietà nutritive che con il tempo tendono a diminuire. Non si dovrebbe riempire il frigo e di non sovraccaricarlo perché un frigorifero molto pieno non riesce mai a raggiungere la temperatura ottimale, inoltre è sempre meglio che tra un alimento e l'altro ci sia lo spazio sufficiente per far circolare l'aria fresca intorno ad esso questo consente una migliore conservazione del prodotto stesso. Per la pulizia del frigorifero ottimi i rimedi della nonna: acqua tiepida e aceto o acqua, limone e bicarbonato. Una ciotolina da lasciare nel frigorifero con acqua e bicarbonato è anche ottima come deodorante, magari con l'aggiunta di chiodi di garofano, qualche goccia di eucalipto o cannella. Scrivi sul contenitore la data di congelamento e consuma gli alimenti congelati a casa preferibilmente entro tre mesi (due mesi per le salsicce). Non ricongelare mai un alimento anche solo parzialmente scongelato. Quando usi gli appositi sacchetti elimina il più possibile l'aria. I cibi cotti vanno congelati entro due ore dalla preparazione. La cottura degli alimenti comporta delle serie modifiche alla struttura chimica di molti dei componenti il cibo. Fra gli aspetti positivi ricordiamo che la cottura rende commestibili alimenti che non lo sarebbero, come la pasta, il riso, le melanzane, le patate, i legumi. La cottura alla griglia e alla piastra comporta la formazione di composti carboniosi particolari dalle spiccate "virtù" cancerogene. La
cottura in particolari recipienti (alluminio ad esempio) può determinare
la contaminazione delle vivande con sali tossici del minerale in
questione: in particolare sono interessati l'alluminio e il nichel. Se è indispensabile bollire degli alimenti farlo con minore acqua possibile oppure utilizzare la cottura a vapore. Questo è uno dei metodi migliori per cuocere ad esempio gli ortaggi, le verdure mantengono così tutti i sali minerali e altri fattori idrosolubili come la vitamina B e C. Ci sono in commercio pentole speciali fornite di cestello forato per cucinare a vapore. Vi è poi la cottura in umido ideale per carni, si rosola nel condimento prima e poi si continua con l'aggiunta di acqua o brodo. Ottima per molti ortaggi anche la cottura trifolata con l'aggiunta di aglio e prezzemolo (ad es. per funghi e zucchine) CONSIGLI Condividi
SPIRITO POSITIVO E DI CONTINUO MIGLIORAMENTO
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Il
"succo" della vita
IN
BREVE A
volte sono più le calorie del condimento
che di pasta o insalata Calcola che
un bicchiere di vino sono 85-120
calorie 500 ml di birra
sono 150-300
calorie. La pelle
del pollo
è grassissima, meglio toglierla o
scottare la carne in acqua bollente e buttar via il primo brodo. Non
aggiungere il dado
al sugo, salare solo con il sale e aromatizzare (cipolla,
aglio, prezzemolo, basilico, timo...).
Oltretutto il dado è responsabile di moltissimi mal di testa dopo
mangiato (detto sindrome da ristorante cinese che usano tantissimo
il dado)...piuttosto usare dadi senza glutammato. I carboidrati
si dividono in
veloci e lenti. I carboidrati veloci sono zuccheri o amidi, spesso
molto calorici e se sono assunti in quantità maggiore rispetto al
nostro fabbisogno si trasformano subito in "ciccia"; i carboidrati
lenti sono contenuti in verdure, frutta, cereali integrali.
Scegliere prevalentemente carboidrati dai colori vivaci e no
marroni o beige (sono più calorici: patate, pasta..) Miele La frutta
secca è ricca di
grassi insaturi( buoni), vit B e vit E e minerali (ferro, calcio,
fosforo), molte fibre, povera di zuccheri. Molto caloriche: 50 gr
di noci (10-12) forniscono ben
350 Kcal, cioè come un piatto di 80 gr di spaghetti al
pomodoro! Spesso viene trattata con anidride solforosa, che può
provocare un'intensa fermentazione intestinale; è quindi
preferibile utilizzare frutta non trattata, venduta in negozi
specializzati.
CALORIE
INDICATIVE
Alcune
notizie vi stupiranno notevolmente! Bombolone
(100 gr): 400 cal |