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VAI AL 7^ CAPITOLO: GLI INTEGRATORI NATURALI 

"TI FACCIO DIMAGRIRE MANGIANDO" 

di Giuseppe Gagliano.

INTRODUZIONE

Se ti poni il problema di non trovare un metodo giusto per perdere peso sicuramente non hai letto questo libro.

Chiaramente avrai provato di tutto ed hai finito per perdere la pazienza vedendo chili  che avevi perso che ritrovano la strada per rientrare nel tuo corpo essendo, essi, nascosti dietro un piatto di minestra o un pacchetto di crackers.

Se vuoi davvero dimagrire e rimanere in salute devi scordarti che vuoi dimagrire e incominciare a mangiare correttamente.

Adesso ti dirai che sono il solito consulente che col bilancino misura i grammi del cibo e fa morire di fame. Niente di tutto ciò. Ho già detto anche nel titolo che ti faccio dimagrire mangiando e quando dico mangiando, intendo con gusto e sensazione di benessere e sazietà. Perché?

Perché  non è il cibo in generale che ingrassa ma è un complesso di cose che metti insieme in modo non corretto,  magari  solo perché non sai come fare. Se mi segui in questo percorso, vedremo di dipanare la matassa passo per passo e quando avrai rimesso in ordine il tuo gomitolo, per continuare con la metafora, ti ritroverai nella forma che desideri.

Questo lavoro è dedicato alla forma fisica ed esattamente alla tua forma fisica.

Per forma fisica, obiettivamente, intendo il rapporto tra taglia ideale e peso ideale.

Proverò a sfatare alcuni luoghi comuni e, nello stesso tempo, dare notizia di fatti concreti (pochi ed essenziali) e ti indicherò come individuare  obiettivi e modalità per avere una buona forma fisica.

Ogni persona, legittimamente, desidera una buona forma fisica che garantisca salute e bellezza in maniera duratura. Una parte di queste persone prende coraggio e si accinge ad affrontare programmi per il raggiungimento di questo sogno e fino a quando l'entusiasmo è vivo, il programma va avanti ma, al primo rallentamento di marcia, anche l'entusiasmo comincia a scemare e tutto va a monte insieme a tutte quelle  motivazioni che l'avevano mosso. Qui si innesca l'inevitabile circolo vizioso della depressione, del rifiuto di ogni programma con le conseguenti  inevitabili abbuffate compensative.

Il modo migliore per ottenere dei risultati seri e duraturi è quello di partire cautamente, pianificando delle buone motivazioni, fissando degli obiettivi molto ambiziosi ed altri più piccoli, che siano intermedi tra un grande obiettivo e l'altro e da raggiungere durante il cammino e che gratifichino  per ogni singola "fatica" affrontata ed ogni traguardo raggiunto. Bisogna, quindi, individuare un metodo e dei mezzi molto efficaci. A tal proposito, sono convinto che tanto il metodo si mostra facile da attuare ed accessibile,  tanto più sarà efficace. Non occorre creare traumi alla propria natura per ottenere dei grandi risultati, anzi è auspicabile seguire le proprie inclinazioni e i propri gusti. Se si parla di dieta è giusto rispettare il palato che potrà essere d'aiuto nei momenti grigi o di tensione, soprattutto quando si vorrebbe mollare o si è in preda alla demotivazione.

Seguendo  questo programma difficilmente si è preda della demotivazione  ma se hai fatto delle diete che non hanno dato i risultati sperati, sicuramente avrai paura di poter fallire.

In definitiva bisogna trovare un programma individuale e i capitoli di questo lavoro ti accompagneranno a scoprire  il tuo programma, suggerendoti delle semplici linee guida.

Questo programma individuerà le tue caratteristiche  fisiche e faciliterà il tuo lavoro. Leggendo, attentamente, questo libro scoprirai cosa circola nel tuo corpo ed avrai una piccola conoscenza delle componenti dei tuoi piatti e come essi vanno a creare dentro di te, energia o grasso.

Scoprirai quali benefici danno alcuni cibi ad una certa quantità e quanti danni possono provocare se mangiati in quantità eccessive.

La lettura di questo libro è volutamente fluida perché non deve impegnare per la comprensione ma deve essere estemporanea e facile da mettere subito in pratica.

Hai per le mani un manuale prezioso che puoi consultare tutte le volte che mangi ma anche che cucini.

Ed infine ma non ultimo per ordine di importanza, ti indicherò come usare degli integratori  in modo originale e goloso, scordandoti i mitici e tristi beveroni.

Ti auguro buona lettura e, soprattutto, buon lavoro!

VAI AL 7^ CAPITOLO

 

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La nostra informatissima Lidia condivide con noi alcune informazioni sul latte

"Il latte è un alimento completo ed equilibrato dal punto di vista nutrizionale.  Soffermandoci sul latte di mucca, che è il più utilizzato, questo è formato per la maggior parte da acqua (87%), con proteine (3%), carboidrati (5%), lipidi (3%) e in più contiene vitamine ( A, B1, B2, B12, D) e sali minerali in primo luogo il calcio.
In commercio troviamo sia il latte fresco che a lunga conservazione.
Il
latte fresco subisce un processo chiamato pastorizzazione che consiste in  un trattamento termico alla temperatura di circa 75-85°C per 10-15 secondi per eliminare la maggior parte dei microorganismi pericolosi, seguito da un rapido raffreddamento per limitare lo sviluppo dei germi rimasti. Il gusto e le qualità del latte rimangono inalterate, ma si mantiene per meno tempo.
Il
latte a lunga conservazione subisce, invece, la sterilizzazione, un trattamento più energico, a temperature più elevate, di circa 140-145° per 8- 10 secondi. Il latte così trattato si conserva molto più a lungo perché i microrganismi sono stati completamente eliminati ma il sapore è indubbiamente inferiore rispetto al prodotto fresco.
Non tutti, purtroppo, riescono a digerire bene il latte per la presenza di lattosio, uno zucchero disaccaride (formato da due molecole di zuccheri semplici) che viene scisso in glucosio e galattosio (assorbiti poi dal nostro organismo) da un' enzima, la lattasi, presente a livello intestinale.
L'
intolleranza al lattosio è dovuta alla mancanza o a una scarsa produzione di lattasi. La mancanza assoluta dell'enzima lattasi si manifesta subito, fin dalla nascita, con crampi addominali, flatulenza, diarrea acquosa e, essendo genetica, rimane per sempre. La riduzione della produzione della lattasi, con la conseguente comparsa dell'intolleranza, può essere in alcuni casi transitoria, come ad esempio dopo malattie che hanno in qualche modo danneggiato la mucosa intestinale, ma al di  là di queste cause particolari, andando avanti con gli anni (purtroppo), la produzione di lattasi diminuisce in modo naturale e l'intolleranza può comparire anche in chi non ha mai sofferto di questo disturbo. Molto dipende dalla quantità di latte assunta:
esiste un "valore soglia" oltre il quale la lattasi che abbiamo a disposizione non è sufficiente per scindere il lattosio ingerito, e questa quantità è soggettiva ossia dobbiamo scoprire da soli qual è il nostro limite.
Per venire incontro ai soggetti intolleranti, alcune ditte hanno messo in commercio il latte così detto "
ad alta digeribilità", in cui il lattosio è già stato scisso in glucosio e galattosio, ma una piccola quantità di lattosio è pur sempre presente e bisogna stare comunque attenti. In alternativa si può ricorrere al latte di soia, che in realtà non è un vero latte ma è un filtrato della soia (un legume), il cui gusto, però, è molto lontano da quello del latte bovino e per tutti piacevole.
In ultimo vorrei soffermarmi un minuto sul solito quesito:
meglio il latte intero o parzialmente scremato?
Il latte intero, come ormai sappiamo tutti, mantiene inalterata la sua parte lipidica rispetto al latte parzialmente scremato che ha un minor contenuto di grassi. Se nell'arco della giornata non consumiamo quantità eccessive di latte (oltre i 300 ml) possiamo tranquillamente bere il latte intero. In caso contrario è preferibile ricorrere a quello parzialmente scremato per un discorso legato più all'apporto di grassi che al contenuto calorico. Infatti 100 ml di latte intero forniscono circa 65 Kcal e 100ml di latte parzialmente scremato 45 Kcal.
Il latte scremato non lo prendo neanche in considerazione: privo di grassi ha
innanzitutto poco sapore e poi non permette l'assorbimento di vitamine liposolubili (che necessitano di grasso per poter entrare nel nostro organismo) come la vitamina A e la Vitamina D. Quest'ultima è indispensabile a sua volta per l'assorbimento di calcio. Non sono molte le fonti di vitamina D nella nostra alimentazione e il latte in questo ci viene in aiuto ma solo se non privato della sua parte lipidica."
Livia D.

                      Consigli per tutti

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- PESANTEZZA E SONNOLENZA POST PRANDIALE ? (DOPO I PASTI)   

Cerca di aiutare la tua digestione mangiando cibi meno elaborati, masticando più lentamente (la prima digestione avviene infatti in bocca, lasciamole il tempo adeguato..!).

- SENSAZIONE DI PESANTEZZA, GONFIORE?

Cerca di mangiare lentamente così ingurgiterai meno aria. Evita bibite gassate. Sembra una battuta ma a volte si è più gonfi che grassi. Inoltre evita di mangiare in preda a nervosismo e stress che influiscono sul rilascio di succhi gastrici. Sonnolenza dopo i pasti anche se il pasto era troppo ricco, troppo acido, oppure conteneva un alimento al quale sei sensibile, come grano o latticini. Se sospetti di avere un'intolleranza verso un alimento, eliminalo per 5 giorni, usalo di nuovo e controlla la reazione.

- HAI FAME PRIMA MA ANCHE DOPO I PASTI ?

Cerca di bere un bel bicchiere d'acqua prima del pasto, questo ti farà sentire sazio prima. Dopo aver mangiato aspetta che il tuo cervello registri il senso di sazietà prima di gridare - aiuto ho fame ancora!!!! Prediligi un pasto ricco di proteine (es. carne, pesce, legumi), piuttosto che ricco di carboidrati (es. pasta, pane). Cerca di fare una buona colazione, saltare il primo pasto non aiuta anzi, a volte è l'ideale per far nascere gli attacchi di fame cieca; un'abbondante ed equilibrata colazione limita l'appetito per il resto della giornata e se dopo la colazione hai ancora fame tieni a portata di mano mezza banana o uno yogurt, secondo molti nutrizionisti uno snack ricco di proteine animali, come un mini-involtino di carni bianche è più saziante.

- DIFFICOLTA' A DIGERIRE ?

Cerca di evitare cibi troppo raffinati, pasti elaborati, abuso di alcolici, cibi ricchi di grassi ma poveri di vitamine e fibre.

- NON MANGI NIENTE MA INGRASSI ?  

Cerca di evitare fuori pasto, snack sfiziosi affascinanti buoni ma subdoli perché ingrassano anche se sono "piiiiiiiicccoli...", non ti saziano anzi inducono a mangiarne subito un altro! Evita bevande gassate, succhi di frutta, sono altamente calorici e gonfiano. La birra è da considerarsi un alimento non una bevanda, ricordatene soprattutto in estate, la birra ha un sacco di calorie! Preferisci un frutto fuori pasto, possibilmente una mela o una pera (la banana ad esempio è molto calorica).

- QUAL E' LA DIETA GIUSTA ?  

Ognuno di noi è diverso dunque ognuno di noi dovrebbe avere un programma nutrizionale personalizzato. Rivolgiti ad esperti della nutrizione che sappiano individuare le tue abitudine sbagliate, il tuo stile di vita, i tuoi bisogni, ecc.. Il programma nutrizionale corretto non è un digiuno, non è diventare schiavi della bilancia, non è soffrire, ma è ristabilire il giusto equilibrio per il nostro benessere. No alle monodiete (mangiare solo proteine, mangiare solo certi alimenti...) che danno origine a scompensi e carenze pericolosissime. No ai fai da te. 

 - PROBLEMI DI PRESSIONE ALTA ?

Cercate, lo saprete già, di ridurre il consumo di sale, oppure usare un sale iposodico. Un consiglio: quando preparate la pasta aggiungete il sale solo poco prima di scolarla, il gusto non cambia (provare per credere) ma in compenso la pasta assorbe molto meno sale che si deposita poi nelle nostre arterie... Invece che abbondare con il sale cerchiamo di utilizzare spezie e aromi o una spruzzata di limone! Oppure utilizzare sale iposodico o marino integrale. Il sale è composto da due sostanze il sodio e il cloruro, nel normale sale da tavola la percentuale di sodio è circa il 40% ed è quello che da problemi maggiori. Gli adulti non dovrebbero consumare più di 6 g di sale al giorno (2,5 di sodio), secondo quanto suggerito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Per intenderci un cucchiaino corrisponde già a 6 g di sale! Mentre in Italia il consumo medio di sale pro-capite è stimato pari a circa 10-15 g giornalieri! Un pasto può contenere fino a 20 g di sale senza che ce ne rendiamo conto, una percentuale del 50% è il sale che prendiamo inconsapevolmente da cibi che hanno sale aggiunto durante i normali processi industriali e di conservazione, circa il 15% è il sale già naturalmente presente negli alimenti e circa il 33% quello che aggiungiamo noi durante la preparazione dei cibi.

Ridurre gradualmente il consumo di sale migliora la nostra sensibilità gustativa consentendoci di apprezzare cibi poco salati, insomma questione di abitudine! Consumare meno sale abbassa la pressione arteriosa, migliora la funzionalità del cuore, dei vasi e del rene e aumenta la resistenza delle ossa.

- CON IL DIABETE COSA DEVO EVITARE ?

No al latte intero, panna, carni grasse e semigrasse, pesci grassi (es. anguilla, salmone), salumi, formaggi (tranne ricotta, mozzarella, tomino, crescenza, quartirolo, robiolina), no ai crackers, grissini all'olio, pane condito, patate, conserve sott'olio, banane, cachi, uva, fichi, frutta secca o essiccata, sciroppata, castagne, bibite, vino, burro, lardo, strutto, margarina, salse, mostarda, pasta d'acciughe, zucchero, miele, melassa, dolciumi in genere, ghiaccioli, cioccolato, creme, marmellata, biscotti, fette biscottate.

Il gelato è consentito purché non si esageri, perché essendo molto freddo viene assimilato lentamente, se , inoltre è mangiato senza fretta si rallenta ulteriormente l'assorbimento dei suoi zuccheri.

Non tutti i carboidrati fanno aumentare nello stesso modo il livello di zucchero nel sangue. Il fruttosio ad esempio viene assorbito molto lentamente e la sua assunzione induce l'organismo a una produzione di insulina piuttosto scarsa. Il riso, il pane, la pasta non integrale e il saccarosio, vengono invece assorbiti molto più rapidamente e determinano una risposta insulinica importante. Tecnicamente si dice che il fruttosio ha un basso indice glicemico (come molte verdure), mentre pasta, pane, miele e zucchero hanno un indice glicemico elevato.

Quando vengono assunti molti carboidrati, l'organismo "tampona" l'eccesso di zucchero in circolo producendo molta insulina e trasformandolo rapidamente in tessuto grasso. 

È grazie a questo meccanismo che il tasso glicemico cala rapidamente, sollecitando di conseguenza un desiderio di alimenti dolci o di altri carboidrati (destinati a riequilibrare il tasso di zucchero nel sangue), instaurando un circolo vizioso che può continuare senza fine.

Esistono alcuni trucchi per rallentare l'assorbimento degli zuccheri: il primo è aumentare la quota di fibra (la pasta integrale, ad esempio, viene assorbita molto più lentamente della pasta raffinata), il secondo è associare l'uso dei carboidrati e delle proteine.

altri consigli utili altri suggerimenti... 

 

Suggeriamo di utilizzare un buon olio extra vergine di oliva e di sostituirlo all'uso di margarina e burro;

Occhio alle margarine !!!

Nelle etichette dei prodotti alimentari compare spesso la dizione "grassi vegetali idrogenati": si tratta di quei "leganti"utilizzati dall'industria alimentare per presentare al consumatore un prodotto con determinate caratteristiche di forma e consistenza, ma che non hanno alcun valore dal punto di vista nutrizionale.

I grassi vegetali idrogenati non sono altro che margarine e sono presenti in quasi tutti gli alimenti quotidiani: brioches, grissini, crackers, biscotti, dolci, noccioline, moltissimi tipi di pane, e purtroppo moltissimi altri.

Tutti questi prodotti contengono dei particolari grassi acidi in forma "trans", che interferiscono notevolmente nei sistemi di regolazione dei valori di colesterolo da parte dell'organismo.

Basta pochissimo per raggiungere nell'alimentazione quotidiana una quantità di grassi acidi "trans" sufficiente ad interferire con il colesterolo. Ad esempio una bistecca da 150 grammi contiene la stessa quantità di "trans" di un singolo biscotto. 
Bastano due crackers e un biscotto...

I cibi fritti determinano una digestione lenta, ma non sono da considerarsi in assoluto dannosi. Friggendo con un olio che resiste alle alte temperature (olio di oliva), il cibo assorbe un minor quantitativo di grasso e risulta quindi più leggero e croccante. Al contrario friggendo con gli oli di semi (fatta eccezione per l'olio di semi di mais), l'assorbimento è maggiore ed i cibi risultano più unti e più difficili da digerire.

Da escludersi, in modo categorico, per le fritture, l'uso dello strutto: esso è un grasso animale, di maiale, una volta fritto, pur lasciando molto chiare e croccanti ad es le patatine dei fast-food, è altamente dannoso per le arterie, per il cuore, per il fegato e soprattutto per il pancreas quando questo è già provato dal diabete.

latte parzialmente scremato che ha un giusto apporto di calcio ma  contenendo meno lattosio e meno grassi è più digeribile; lo yogurt, fresco e nutriente ha lo stesso valore nutritivo del latte ma è più digeribile, si può preparare facilmente anche a casa propria acquistando i fermenti lattici in farmacia, metterli in un contenitore non metallico e riempirlo di latte, lasciarlo in luogo tiepido, ogni giorno bisogna sostituire il latte.

Meglio un caffè amaro che con il dolcificante; recentemente è stato scoperto che a causa di un metabolita dell'Aspartame, chiamato formaldehyde, si possono presentare  problemi  seri come il danneggiamento a lungo termine del sistema nervoso, e danni irreversibili al sistema genetico.
La formaldeide può causare severi danni all'organismo anche a bassi livelli di assunzione!

Il fruttosio ed il saccarosio (nome chimico dello zucchero comunemente usato) hanno lo stesso valore calorico, vale a dire 4 calorie per grammo. Quindi dal punto di vista nutrizionale si equivalgono. La differenza risiede nel fatto che il fruttosio ha un potere dolcificante superiore a quello del saccarosio (circa 4 volte di più), per cui, se per rendere dolce una tazzina di caffè si usano 10g di saccarosio (40 calorie), è sufficiente usare una quantità inferiore di fruttosio (circa 2.5g pari a 10 calorie) per ottenere lo stesso grado di dolcezza. 

Meglio utilizzare sempre un' acqua oligominerale o trattata  con filtro e purificatore;

se non vi piace la carne o non la mangiate per una scelta etica o altro non dimenticatevi di mangiare buone porzioni di legumi per un giusto apporto di proteine.

Ricordandovi che:

 "ne uccide più "la gola" che la spada..." noi siamo ciò che mangiamo !... vi auguriamo una buona navigazione nel nostro sito!

 

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- Cosa sono i radicali liberi ??

I radicali liberi sono delle molecole ossidanti che l'organismo produce nel corso di tutti i fenomeni biologici della vita. A volte si tratta di molecole ossidanti provenienti dall'esterno: fumo di sigaretta, inquinamento atmosferico, o sostanze contenute negli alimenti. I radicali liberi causano invecchiamento generale, rughe della pelle, fenomeni infiammatori, artrite, asma, bronchiti croniche, artrosi, cataratte, malattie del fegato, nefriti, insonnia, perdita di capelli. L'organismo si difende da questi radicali liberi attraverso gli enzimi che produce grazie a minerali come lo zinco, silicio, magnesio, rame, selenio. Grazie anche alla vit. C, E, beta-carotene, e i flavonoidi contenuti nelle verdure e frutta. Una persona produce ogni 24 ore circa 5 g di scorie di radicali.

In condizioni di stress aumentano a dismisura l'aggressione dei radicali liberi. Le malattie favorite dai radicali liberi sono: alcuni tipi di cancro, l'infarto, l'aterosclerosi, l'ipertensione, l'ictus, alzheimer, parkinson, retinite pigmentosa, diabete mellito di tipo 2.

 

Cibi antiossidanti che diminuiscono l'azione dei radicali liberi neutralizzandoli?

fragole, prugne nere, arance, mirtilli, lamponi, susine, spinaci, more, mele, pesche, barbabietole, broccoli, cavolo verde, piselli, pompelmo, avocado, kiwi, pomodori, carote, cetrioli, banane, melanzane, cipolle, rosmarino, menta, salvia, timo, origano, aneto, thé verde, aglio, patate dolci, peperone, zucca, uva, zafferano, olio extra vergine di oliva...+INTEGRATORI!

vedi la nostra sezione dedicata alle vitamine e alle piante, frutta e verdura

 

 E' stata solo l'abitudine

      E' STATA SOLO    L' ABITUDINE

 UN LIBRO PER RIFLETTERE  

Soli anche vivendo insieme e incontrarsi per caso pur vivendo da anni nella stessa casa. Inquietanti rimorsi che svaniscono pur restando segreti nella coscienza del peccatore che trova pace dopo averli condivisi col nemico che si rivela inaspettatamente la persona di cui puoi fidarti maggiormente senza divenirne, per questo, amico.

Nel giro di una stagione può avvenire la rivoluzione di tutta un'esistenza e parallelamente, in questo, vengono coinvolte tutte le persone che fanno parte di quella vita.

Una piccola famiglia vive una situazione, apparentemente, banale ma la rivoluzione avviene nel segreto di due anime inquiete che coinvolgono il destino degli altri che, ignari, continuano a vivere la loro  quotidianità.

A volte viviamo come se recitassimo la nostra parte e pensando di sapere quale sia la parte dei coprotagonisti  non ci rendiamo conto che il nostro destino cambia man mano che questo si compie.